San Matteo a Salerno, le lacrime dell’arcivescovo Moretti: “Pregate per me”

San Matteo a Salerno, le lacrime dell’arcivescovo Moretti: “Pregate per me”

Il monsignore ha atteso il ritorno delle Statue nel Duomo per motivi di salute e prima della benedizione ai salernitani ha invitato “ad accogliere la parola di Dio”.

La commozione dell’arcivescovo Luigi Moretti ha aperto la processione di San Matteo a Salerno. Il massimo rappresentante della Chiesa salernitana nel messaggio ai portatori e alla comunità è apparso visibilmente emozionato, confermando di non poter seguire il corteo religioso per motivi di salute. “Anche quest’anno non riuscirò a seguire la processione per motivi di salute”, ha detto quasi in lacrime. “Come dice il Papa vi chiedo di pregare per me”. Alla processione non ha preso parte il sindaco Vincenzo Napoli, che invece ha partecipato in mattinata al Solenne Pontificale. Al suo posto ha indossato la fascia tricolore il vicesindaco Eva Avossa.

Era presente alla processione il vescovo ausiliario di Perugia, monsignor Paolo Giulietti. “Prima volta” per il prefetto di Salerno, Francesco Russo, che ha parlato di “evento eccezionale”.

Al termine della processione Moretti ha detto prima della benedizione ai salernitani: “Speriamo che non sia l’emozione di un giorno. Abbiamo sentito Matteo cosa ci ha regalato come parola di vita. Cerchiamo di rinfrescarlo con la lettura del Vangelo. Papa Francesco ci chiede di leggerne una pagina al giorno e accogliere la parola di Dio come parola di vita. E’ questo l’augurio che faccio a tutta questa comunità. Grazie per come avete testimoniato il vostro affetto a San Matteo e come avete cercato di aprire il cuore per ogni bene di grazia che il Signore ha preparato per noi”.

fonte: lacittadisalerno

La pioggia si ferma per San Matteo: migliaia di fedeli all’Alzata del Panno

La pioggia si ferma per San Matteo: migliaia di fedeli all’Alzata del Panno

L’arcivescovo Moretti: “Nei giorni giorni il Santo sarà presente nei luoghi della sofferenza, dove si sperimenta la povertà, dove si sperimenta la solitudine, perché anche lì Matteo porti Gesù”

Nonostante il tempo incerto, migliaia di salernitani hanno partecipato anche quest’anno all’Alzata del Panno di San Matteo.

L’evento

Numerose candele sono state accese per illuminare l’atrio del Duomo componendo la scritta “W San Matteo”;  poi è stata celebrata la Santa Messa all’interno della Cripta che custodisce le reliquie dell’Evangelista, alla presenza del parroco della Cattedrale, don Michele Pecoraro, e dell’arcivescovo Luigi Moretti. Da ieri sera, dunque, è iniziato il periodo (30 giorni) in cui il Santo Patrono di Salerno girerà nei quartieri per incontrare la cittadinanza, soprattutto i più bisognosi.

Il monito

Ad annunciare le prossime iniziative è stato l’arcivescovo Moretti: “Siamo all’inizio di questo cammino di un mese che ci porterà a celebrare il ricordo, la testimonianza, l’insegnamento dell’apostolo ed evangelista Matteo. Noi – ha spiegato  – vogliamo vivere questo mese come richiamo al camminare giorno dopo giorno senza sprecarne alcuno. In questo periodo San Matteo non resterà solo al Duomo, si farà presente nei luoghi significativi della nostra città, dove vivono e dove crescono le comunità che devono diventare luce che risplende sul monte. Sarà presente nei luoghi della sofferenza, dove si sperimenta la povertà, dove si sperimenta la solitudine, perché anche lì Matteo porti Gesù. Nel Vangelo, Matteo vive l’incontro con Cristo colpito dal suo sguardo e toccato nel cuore e non può fare altro che mettersi alla sua sequela, cioè cambiare i criteri della vita. Quell’esperienza vuole che sia condivisa da coloro che cercano speranza; sono i pubblicani, i peccatori”.

L’assenza

Presenti alla cerimonia religiosa, che si è concluso con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici,  anche le autorità civili e militari. Assente il sindaco Enzo Napoli: a rappresentare il Comune c’era il vice sindaco Eva Avossa.

Tutta la città riunita per San Matteo, il racconto delle celebrazioni

Bagno di folla per il giorno della festa, della preghiera, della lode, del ringraziamento: la città si è chinata ai piedi di San Matteo

Tutta la città riunita per San Matteo, il racconto delle celebrazioni.

“Salerno è mia: io la difendo”. Bagno di folla per il giorno della festa, della preghiera, della lode, del ringraziamento: la città si è chinata ai piedi di San Matteo, il suo Santo Patrono.

La statua con il nuovo basamento, accompagnata dalle altre raffiguranti San Giuseppe, San Gregorio VII ed i martiri salernitani Ante, Gaio e Fortunato, ha sfilato in processione, seguendo il seguente itinerario: via Duomo, via Mercanti, Piazza Portanova, Corso Vittorio Emanuele, Via Cilento, Corso Garibaldi, via Roma, Largo Ragno, Via Portacatena, via Giovanni da Procida con rientro in Cattedrale.

Lungo tutto il percorso fatto dalla processione è stata predisposta una rete Wi-Fi di amplificazione (oltre 100 altoparlanti), secondo quanto riporta salernotoday, affinché tutti potessero coralmente partecipare. Il Duomo di Salerno e le strade del centro storico sono stati invasi, infatti, da migliaia di persone che hanno anche rallentato di parecchio il percorso della processione.

Aria di festa e clima più sereno, dopo il riavvicinamento Curia-Comune culminato lunedí scorso con l’ingresso della statua di San Matteo nell’atrio di Palazzo di Città per l’esposizione durata fino alle ore 18. Assente, l’arcivescovo Luigi Moretti, che è stato sostituito da don Biagio Napoletano, vicario generale della Curia salernitana.

Moretti ha accolto solo i Santi nel Quadriportico del Duomo procedendo con l’aspersione dell’incenso.

Tante sono state le figure delle Istituzioni accorse a rendere omaggio al Santo Patrono e alla Città tutta: Eva Avossa vice sindaco, gli assessori Gaetana Falcone e Mariarita Giordano, i consiglieri Ottobrino, Natella, Galdi, Santoro, Celano, Memoli, Polverino, D’Alessio, Naddeo. Presenti il senatore Fasano, il consigliere regionale Picarone, il sindaco di Baronissi Valiante, il deputato Iannuzzi. Presenti anche il Prefetto Malfi, il Comandante dei Carabinieri, Neosi, il Provveditore agli Studi Pagliara, nonchè Lello Ciccone e Andrea De Simone. Quest’anno i gonfaloni di Comune e di Provincia non sono mancati, a differenza dello scorso anno.

Commozione e sorrisi, dunque, per il rientro in chiesa delle paranze, intorno alle 22, tra applausi scroscianti e preghiere rivolte dagli innumerevoli salernitani che hanno preso parte alla processione in onore del Santo Patrono Matteo. “San Matteo ci invita a guardare il cielo ma sempre con i piedi fissi per terra. La sua parola ci permette di trovare nuova linfa verso la fede e la verità. Il male e il peccato non pagano mai, solo l’amore e la fede, come quelli dei nostri Santi, vincono sempre”, ha osservato l’Arcivescovo Moretti che ha accolto il ritorno delle statue dinanzi alla Cattedrale, accanto a cui è stato affisso uno striscione di ringraziamento per i fedeli. Ad illuminare il cielo, concludendo la giornata di festa, alle ore 24, lo spettacolo pirotecnico al Molo Masuccio.

Alla fine Salerno ha, infatti, avuto i tanto desiderati fuochi pirotecnici in chiusura delle celebrazioni del Santo Patrono Matteo, dopo ben 3 anni. Dal Porto Masuccio, a mezzanotte e mezza in punto è partito lo spettacolo di scintille e colori sull’acqua.

Tanti salernitani assiepati su tutto il Lungomare hanno assistito in rigoroso silenzio allo spettacolo, c’è stata anche una nuova platea d’eccezione che affollava il solarium della spiaggia di Santa Teresa, la spiaggia ha, infatti, avuto il suo battesimo “dei fuochi”.

Il battesimo ufficiale, questa volta, visto che lo scorso anno ci pensarono alcuni cittadini, e non il Comune, a offrire un “mini” spettacolo di fuochi fatti in casa.

fonte:

Panno e Gonfalone insieme per San Matteo. Moretti: “Riscopriamo la comunità”

Folla di fedeli alla cerimonia religiosa per l’Alzata del Panno. Subito dopo la benedizione è stata illuminata una scritta sul portone d’ingresso interno del Duomo “W San Matteo”. Esplosi anche i fuochi d’artificio

Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Matteo, Patrono di Salerno. Nella serata di ieri una folla di fedeli ha assistito all’Alzata del Panno che apre il mese dedicato al Patrono della nostra città. Gremita la Cripta del Duomo, dove alle 19 è stata celebrata da don Michele Pecoraro, parroco della Cattedrale, la santa messa sulla tomba dell’Apostolo. Alle ore 20, invece, nell’atrio del Duomo, la liturgia della Parola presieduta dall’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Luigi Moretti.

Quest’anno, durante la cerimonia, è stata notata da tutti la presenza del Gonfalone del Comune accanto al simbolo del Patrono. Un segnale di distensione tra i vertici dell’Amministrazione Comunale e la Curia dopo le polemiche degli anni scorsi sul programma della processione di San Matteo. Presenti all’Alzata del Panno il vice sindaco Eva Avossa, il prefetto Salvatore Malfi, il procuratore Corrado Lembo, il questore Pasquale Errico e numerosi esponenti delle forze dell’ordine e politici (come Roberto Celano e Dante Santoro). Moretti ha parlato di unità, comunione, fraternità e solidarietà: “Celebrare il Patrono vuol dire ricoprirci come comunità. La fede, l’accoglienza di Gesù ci porta alla scoperta dell’altro non come avversario, come nemico, ma come fratello. Non possiamo celebrare la fede da soli. Dobbiamo metterci in ascolto del Signore per vivere la fraternità. E dobbiamo farlo tutti: singoli, famiglie, istituzioni, associazioni”. Poi lancia un chiaro messaggio ai fedeli: “La vita, ci dice Gesù, non è una corsa a chi arriva primo, ma un camminare per arrivare tutti. Chi corre e cammina più svelto deve farsi carico di chi cammina più lento. Il vero collante della comunità è la solidarietà”.

Dopo la benedizione don Michele Pecoraro rivela la sorpresa di cui andava parlando da giorni. E così, proprio sul portone d’ingresso interno del duomo, s’illumina una scritta fatta di fiammelle: “W San Matteo”. Subito dopo, dal tetto a fianco al campanile a, parte una ridda di fuochi d’artificio.

IL PROGRAMMA

In vista della processione del 21 settembre, festa del Patrono, anche quest’anno la Statua di San Matteo farà un tour nel quartieri di Salerno. La prima tappa sarà la chiesa del Maria SS. Del Rosario di Mariconda, il 2 settembre, per poi approdare presso Santa Maria a Mare di Mercatello. Il 7 settembre la statua lascerà la zona orientale per trasferirsi a Matierno, nella chiesa Nostra Signora di Lourdes. Nell’ambito degli eventi dedicati al Patrono di Salerno, anche “Matteo: il sapiente scriba del regno”, alias due giornate di studi, il 18 e il 19 settembre, che si terranno in Cattedrale.

Fonte:http://www.salernotoday.it/cronaca/alzata-panno-san-matteo-cerimonia-duomo-salerno-22-agosto-2017.html

Giovi, ritorna la Festa di Santa Maria dei Campi

Tradizione e folklore a Salerno: a Giovi ritorna la Festa di Santa Maria dei Campi con la sacra rappresentazione de “L’Angelo e il Diavolo”

Salerno, sulle colline giovesi ritorna la tradizione e il folklore legato alla Festa di Santa Maria dei Campi.

La festa dei campi è un appuntamento ormai consolidato, voluto dall’omonima Parrocchia, attorno alla quale si stringe l’intera comunità. La processione iniziale e la seguente messa celebrata all’aperto, hanno successivamente lascio spazio alla tradizionale rappresentazione de “l’Angelo e il Diavolo”. Una funzione che mette in scena l’eterna sfida tra l’Angelo e il Diavolo; sfida che viene resa viva da attori che si muovono sulla scena simbolica, proprio come si pensa sia avvenuto centinaia di anni fa. Alcuni sostengono che la festa vada avanti da circa 750 anni; nel corso di essa si può assistere alla benedizione della terra, intrecciata ai racconti popolari di eventi speciali. Eventi riguardanti la Vergine, che sarebbe apparsa ad una pastorella molti anni fa e prodigi straordinari che da allora non mancano.

“E’ una tradizione che viene attesa non solo dai giovesi ma da tutti quelli che sono a conoscenza di tale festa.” sostiene il vicesindaco, Eva Avossa. “Tale occasione è anche un momento di aggregazione, conferma di un’acquisizione di una identità, di una collettività che si identifica in questo rituale. Si riscopre un’orgoglio di appartenenza. E’ una rappresentazione diffusa anche in altri paesi, non solo della Campania, ed in ogni contesto assume una sua specificità. Questa è abbastanza simile alla figurazione che si svolge a Rutino, per quanto concerne le battute scambiate dagli attori. A Giovi, inoltre, è presente la caratteristica di una famiglia che si tramanda il personaggio del “Diavolo”, mentre la bambina o il bambino che interpreta l’Angelo, cambia di anno in anno per ragioni anagrafiche. E’ una manifestazione che va sostenuta e portata avanti nel rispetto delle tradizioni.”

Fonte:https://www.zerottonove.it/giovi-santa-maria-dei-campi/