I “Ricordi di gusto” di Gabriella Gentile con le foto di Alfio Giannotti al Comune di Salerno

I “Ricordi di gusto” di Gabriella Gentile con le foto di Alfio Giannotti al Comune di Salerno

“Ricordi di gusto. Sapori e cultura della tradizione” edito da “Delta 3” è sì un libro di ricette antiche, ma anche un libro che raccoglie un mondo di ricordi: quelli della scrittrice salernitana, originaria di Bisaccia , un paese dell’alta Irpinia, Gabriella Gentile. Attraverso le antiche ricette della tradizione campana, e le suggestive foto di Alfio Giannotti, la professoressa Gentile, che ha insegnato Lettere nelle scuole secondarie di primo grado, socia di numerose associazioni del territorio, nel libro, presentato nel Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, racconta che sin da ragazzina ha avuto la passione per la cucina:” Mi cimentavo nel preparare le caramelle di zucchero con le quali puntualmente mi scottavo”. Molte ricette le ha apprese dalla madre:” Mi ha anche insegnato a fare il segno della croce sull’impasto crudo prima di mettere in cottura un dolce o il pane che, ogni volta che lo preparo, è una magia di vita: mi commuovo quando lo vedo crescere. In quel momento non sono sola, ma insieme a tutto il mio mondo che rivive in me, attraverso i miei gesti”. L’autrice del prezioso e pregevole testo, ha spesso tenuto corsi e laboratori di gastronomia a scopi didattici e in particolare di pasta lavorata a mano. Una sua ricetta, quella della Squarcella è stata pubblicata dopo essere stata selezionata tra tante, unica per la Campania, ad un concorso nazionale indetto da “Alice Tv” in collaborazione con “Poste Italiane e poi pubblicata in occasione di Expo 2015, su di un libro “Grandi Classici della Tradizione Italiana”. “La Squarcella è un dolce pasquale, tipico irpino, legato ai ricordi della mia infanzia e che ancora oggi accompagna la mia Pasqua. Durante la settimana santa il profumo di questo dolce invadeva la casa mentre mia madre, insieme alla nonna e alle vicine di casa, preparava, in un’atmosfera di grande festa, tante squarcelle piccole e grandi, che non si dovevano assolutamente mangiare prima del sabato santo”, ha spiegato la professoressa Gentile. Il suo libro è un omaggio alla dignitosa donna irpina:” Ma anche ai contadini che sudavano nei campi:, veri antesignani della Dieta Mediterranea che le nostre mamme e i nostri nonni praticavano senza saperlo: prima che il biologo americano Ancel Keys la facesse conoscere in tutto il mondo”. E’ stato proprio l’Onorevole Alfonso Andria, che da Senatore della Repubblica, promosse un Disegno di Legge volto alla valorizzazione e alla promozione della Dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio immateriale dell’Umanità, a ricordare che la Dieta Mediterranea è condivisione, convivialità:” E’ una pratica alimentare che è anche uno stile di vita, espressione di un territorio”.

Il Vicesindaco Eva Avossa ha apprezzato il contenuto del libro:” Non è un anonimo ricettario, ma un racconto appassionato di un mondo ricco di valori che non ci sono più; di un vero e proprio patrimonio culturale che abbiamo il dovere di tramandare alle generazioni future. Un libro in cui ognuno di noi può riconoscersi”. Il dottor Mariano Grieco, fondatore ed editore della nota rivista “Campania Felix”, ha raccontato di come ha scoperto le notevoli potenzialità del fotografo professionista Alfio Giannotti:” Lo conobbi nel 1996 e, intuito il suo talento, gli diedi fiducia: con le sue immagini sempre giuste, equilibrate, studiate ma non costruite, spontanee, intense, decisamente belle ed emozionanti, ha collaborato a tutti i numeri di “Campania Felix”. Il professor Francesco D’Episcopo, noto critico letterario, già docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli, ha curato la prefazione del libro:” E’ un’autobiografia gastronomica attraverso la quale entriamo nell’anima di Gabriella Gentile e naturalmente nell’anima del suo paese, Bisaccia, e della sua famiglia. La Gentile ci ricorda che la cucina, che è cultura, come la vita, è una questione di tempi, di regole che la natura impone e che non vanno violate”. Il fotografo professionista Alfio Giannotti, specializzato in fotoreportage di viaggio e fotografia pubblicitaria, che collabora con varie riviste e agenzie fotografiche nazionali, ha scattato, con la sua Nikon, tutte le foto delle ricette pubblicate nel libro:” Non sono trattate, sono state scattate con il cuore e con l’anima, con la luce naturale, nella cucina di Gabriella Gentile che con le sue mani, con la pressione delle sue dita, fa nascere, quasi per magia, le sue orecchiette, le nocchette, i cavatelli che ho anche gustato con piacere”. Lo chef   a cinque stelle Alberto Annarumma, titolare del famoso ristorante di Mercato San Severino “Casa del Nonno 13”, che ha frequentato molte delle più importanti cucine del mondo, ha “gustato” il libro della Gentile:” Oggi si parla tanto di cucina innovativa, creativa, bisogna dire però che stiamo perdendo il senso della nostra tradizione culinaria. Stiamo cercando di riportarla sulle nostre tavole e questo libro, che oltre ad essere un libro di ricette è anche un libro di storia, dovrebbe essere presente in tutte le librerie di coloro che amano la buona cucina”. Sulla copertina del libro una tavola in legno, con un’antica rotella dentata e una striscia di pasta lavorata a mano:” La tavola in legno per impastare la pasta me la regalò mio padre quando mi sposai, insieme al corredo”, ha ricordato emozionata Gabriella Gentile: una donna semplice, dal cuore nobile. (FOTO DI MARCO NAPOLI).

fonte: gazzettadisalerno

San Matteo a Salerno, le lacrime dell’arcivescovo Moretti: “Pregate per me”

San Matteo a Salerno, le lacrime dell’arcivescovo Moretti: “Pregate per me”

Il monsignore ha atteso il ritorno delle Statue nel Duomo per motivi di salute e prima della benedizione ai salernitani ha invitato “ad accogliere la parola di Dio”.

La commozione dell’arcivescovo Luigi Moretti ha aperto la processione di San Matteo a Salerno. Il massimo rappresentante della Chiesa salernitana nel messaggio ai portatori e alla comunità è apparso visibilmente emozionato, confermando di non poter seguire il corteo religioso per motivi di salute. “Anche quest’anno non riuscirò a seguire la processione per motivi di salute”, ha detto quasi in lacrime. “Come dice il Papa vi chiedo di pregare per me”. Alla processione non ha preso parte il sindaco Vincenzo Napoli, che invece ha partecipato in mattinata al Solenne Pontificale. Al suo posto ha indossato la fascia tricolore il vicesindaco Eva Avossa.

Era presente alla processione il vescovo ausiliario di Perugia, monsignor Paolo Giulietti. “Prima volta” per il prefetto di Salerno, Francesco Russo, che ha parlato di “evento eccezionale”.

Al termine della processione Moretti ha detto prima della benedizione ai salernitani: “Speriamo che non sia l’emozione di un giorno. Abbiamo sentito Matteo cosa ci ha regalato come parola di vita. Cerchiamo di rinfrescarlo con la lettura del Vangelo. Papa Francesco ci chiede di leggerne una pagina al giorno e accogliere la parola di Dio come parola di vita. E’ questo l’augurio che faccio a tutta questa comunità. Grazie per come avete testimoniato il vostro affetto a San Matteo e come avete cercato di aprire il cuore per ogni bene di grazia che il Signore ha preparato per noi”.

fonte: lacittadisalerno

La pioggia si ferma per San Matteo: migliaia di fedeli all’Alzata del Panno

La pioggia si ferma per San Matteo: migliaia di fedeli all’Alzata del Panno

L’arcivescovo Moretti: “Nei giorni giorni il Santo sarà presente nei luoghi della sofferenza, dove si sperimenta la povertà, dove si sperimenta la solitudine, perché anche lì Matteo porti Gesù”

Nonostante il tempo incerto, migliaia di salernitani hanno partecipato anche quest’anno all’Alzata del Panno di San Matteo.

L’evento

Numerose candele sono state accese per illuminare l’atrio del Duomo componendo la scritta “W San Matteo”;  poi è stata celebrata la Santa Messa all’interno della Cripta che custodisce le reliquie dell’Evangelista, alla presenza del parroco della Cattedrale, don Michele Pecoraro, e dell’arcivescovo Luigi Moretti. Da ieri sera, dunque, è iniziato il periodo (30 giorni) in cui il Santo Patrono di Salerno girerà nei quartieri per incontrare la cittadinanza, soprattutto i più bisognosi.

Il monito

Ad annunciare le prossime iniziative è stato l’arcivescovo Moretti: “Siamo all’inizio di questo cammino di un mese che ci porterà a celebrare il ricordo, la testimonianza, l’insegnamento dell’apostolo ed evangelista Matteo. Noi – ha spiegato  – vogliamo vivere questo mese come richiamo al camminare giorno dopo giorno senza sprecarne alcuno. In questo periodo San Matteo non resterà solo al Duomo, si farà presente nei luoghi significativi della nostra città, dove vivono e dove crescono le comunità che devono diventare luce che risplende sul monte. Sarà presente nei luoghi della sofferenza, dove si sperimenta la povertà, dove si sperimenta la solitudine, perché anche lì Matteo porti Gesù. Nel Vangelo, Matteo vive l’incontro con Cristo colpito dal suo sguardo e toccato nel cuore e non può fare altro che mettersi alla sua sequela, cioè cambiare i criteri della vita. Quell’esperienza vuole che sia condivisa da coloro che cercano speranza; sono i pubblicani, i peccatori”.

L’assenza

Presenti alla cerimonia religiosa, che si è concluso con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici,  anche le autorità civili e militari. Assente il sindaco Enzo Napoli: a rappresentare il Comune c’era il vice sindaco Eva Avossa.

La Scuola è viva, la cerimonia al Teatro Augusteo

“La scuola è viva” è stato il motto della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2017-2018 ,

il 22 settembre in un Teatro Augusteo di Salerno gremito di bambini, giovani studenti, dirigenti scolastici e docenti delle scuole di ogni ordine e grado della città.

L’Orchestra Musicale della Scuola Secondaria di I Grado “Nicola Monterisi” ha aperto le danze con gli inni nazionale ed europeo, accompagnata dal coro di tutti i presenti.

A dare il benvenuto alla scuola salernitana il primo cittadino, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, con l’incoraggiamento a studiare crescendo insieme per il bene comune. E’ poi intervenuta l’assessore comunale all’Istruzione, Eva Avossa che ha ringraziato tutte le scuole cittadine , che partecipano da sempre al progetto di una città educativa con entusiasmo e impegno civico.

Improvvisamente la sala si è trasformata in un villaggio comunità, dove la giovanissima assessora regionale Lucia Fortini, ha esortato gli studenti a rispondere alle sue curiosità , alle sue domande, in un coinvolgimento generale che ha reso protagonisti del palco dell’Augusteo le narrazioni e i racconti di bambini e ragazzi intraprendenti , felici di parlare in pubblico disinvolti , gioiosi .

Loro , i veri attori sociali della scuola, quella militante , impegnata da sempre a tempo pieno, oltre le riforme e i continui cambiamenti di rotta, che rendono quotidianamente la scuola “viva” appunto come i progetti pomeridiani e serali che la Regione ha finanziato lo scorso anno e questo in corso per 25 milioni di euro in 550 scuole campane.

“ C’è bisogno di scuola ovunque e per tempi lunghi” ha affermato la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luisa Franzese affidando il testimone , in questa staffetta del Buon Anno scolastico, al discorso finale del Governatore della Campania , il Presidente Regionale Vincenzo De Luca .

“Investire nella e per la scuola è necessario per trasmettere valori – ha dichiarato con fervore il Presidente De Luca – perchè decisiva è la conoscenza per combattere bullismo, cyberbulismo, con la consapevolezza e il senso di responsabilità , all’insegna del rispetto come valore dominante, contro ogni forma di violenza”.

L’appello della conclusione di questa mattinata fuori scuola per la scuola alle famiglie e ai giovani è stato infine quello dell’orgoglio di appartenenza e identità, all’insegna della dignità e della libertà che non ha valori economici ma solo etici.” La povertà non è una condizione di cui vergognarsi– ha esortato Vincenzo De Luca in un plauso generale – ma una condizione umana che merita rispetto e solidarietà”.

La scuola ha anche questo compito civile e morale , ascolta, previene il disagio, lo cura , include, integra e ricordarlo a telefonini spenti a centinaia di studenti e docenti è stato oggi davvero necessario tra sguardi reali , applausi ed abbracci accorati, scambiandosi il buon anno sincero.

fonte: http://www.gazzettadisalerno.it/istruzione-2/la-scuola-che-cambia/la-scuola-viva-la-cerimonia-al-teatro-augusteo/

Tutta la città riunita per San Matteo, il racconto delle celebrazioni

Bagno di folla per il giorno della festa, della preghiera, della lode, del ringraziamento: la città si è chinata ai piedi di San Matteo

Tutta la città riunita per San Matteo, il racconto delle celebrazioni.

“Salerno è mia: io la difendo”. Bagno di folla per il giorno della festa, della preghiera, della lode, del ringraziamento: la città si è chinata ai piedi di San Matteo, il suo Santo Patrono.

La statua con il nuovo basamento, accompagnata dalle altre raffiguranti San Giuseppe, San Gregorio VII ed i martiri salernitani Ante, Gaio e Fortunato, ha sfilato in processione, seguendo il seguente itinerario: via Duomo, via Mercanti, Piazza Portanova, Corso Vittorio Emanuele, Via Cilento, Corso Garibaldi, via Roma, Largo Ragno, Via Portacatena, via Giovanni da Procida con rientro in Cattedrale.

Lungo tutto il percorso fatto dalla processione è stata predisposta una rete Wi-Fi di amplificazione (oltre 100 altoparlanti), secondo quanto riporta salernotoday, affinché tutti potessero coralmente partecipare. Il Duomo di Salerno e le strade del centro storico sono stati invasi, infatti, da migliaia di persone che hanno anche rallentato di parecchio il percorso della processione.

Aria di festa e clima più sereno, dopo il riavvicinamento Curia-Comune culminato lunedí scorso con l’ingresso della statua di San Matteo nell’atrio di Palazzo di Città per l’esposizione durata fino alle ore 18. Assente, l’arcivescovo Luigi Moretti, che è stato sostituito da don Biagio Napoletano, vicario generale della Curia salernitana.

Moretti ha accolto solo i Santi nel Quadriportico del Duomo procedendo con l’aspersione dell’incenso.

Tante sono state le figure delle Istituzioni accorse a rendere omaggio al Santo Patrono e alla Città tutta: Eva Avossa vice sindaco, gli assessori Gaetana Falcone e Mariarita Giordano, i consiglieri Ottobrino, Natella, Galdi, Santoro, Celano, Memoli, Polverino, D’Alessio, Naddeo. Presenti il senatore Fasano, il consigliere regionale Picarone, il sindaco di Baronissi Valiante, il deputato Iannuzzi. Presenti anche il Prefetto Malfi, il Comandante dei Carabinieri, Neosi, il Provveditore agli Studi Pagliara, nonchè Lello Ciccone e Andrea De Simone. Quest’anno i gonfaloni di Comune e di Provincia non sono mancati, a differenza dello scorso anno.

Commozione e sorrisi, dunque, per il rientro in chiesa delle paranze, intorno alle 22, tra applausi scroscianti e preghiere rivolte dagli innumerevoli salernitani che hanno preso parte alla processione in onore del Santo Patrono Matteo. “San Matteo ci invita a guardare il cielo ma sempre con i piedi fissi per terra. La sua parola ci permette di trovare nuova linfa verso la fede e la verità. Il male e il peccato non pagano mai, solo l’amore e la fede, come quelli dei nostri Santi, vincono sempre”, ha osservato l’Arcivescovo Moretti che ha accolto il ritorno delle statue dinanzi alla Cattedrale, accanto a cui è stato affisso uno striscione di ringraziamento per i fedeli. Ad illuminare il cielo, concludendo la giornata di festa, alle ore 24, lo spettacolo pirotecnico al Molo Masuccio.

Alla fine Salerno ha, infatti, avuto i tanto desiderati fuochi pirotecnici in chiusura delle celebrazioni del Santo Patrono Matteo, dopo ben 3 anni. Dal Porto Masuccio, a mezzanotte e mezza in punto è partito lo spettacolo di scintille e colori sull’acqua.

Tanti salernitani assiepati su tutto il Lungomare hanno assistito in rigoroso silenzio allo spettacolo, c’è stata anche una nuova platea d’eccezione che affollava il solarium della spiaggia di Santa Teresa, la spiaggia ha, infatti, avuto il suo battesimo “dei fuochi”.

Il battesimo ufficiale, questa volta, visto che lo scorso anno ci pensarono alcuni cittadini, e non il Comune, a offrire un “mini” spettacolo di fuochi fatti in casa.

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Scuola, al Teatro Augusteo anche De Luca: “Investiti 25 milioni di euro per i giovani”

Scuola, al Teatro Augusteo anche De Luca: “Investiti 25 milioni di euro per i giovani”

Torna il progetto “Scuola Viva” finanziato dalla Regione per 550 istituti in tutta la Campania, di cui 23 a Salerno e 90 in provincia

E’ stato inaugurato questa mattina al Teatro Augusteo di Salerno, il nuovo anno scolastico 2017-2018. Presenti il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, l’assessore comunale all’Istruzione, Eva Avossa, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luisa Franzese e il Governatore Vincenzo De Luca.
Con l’inno di Mameli e l’inno alla Gioia hanno aperto la cerimonia l’Orchestra Musicale della Scuola Secondaria di I Grado “Nicola Monterisi”.
Il progetto “Scuola Viva” è al suo secondo anno. Un finanziamento di 25 milioni di euro da parte della Regione Campania per un totale di 550 scuola di cui 90 in provincia e 23 a Salerno città.

“Questi sono anni preziosi dove non bisogna perdere tempo – ha dichiarato il Sindaco – Le cose che imparerete sono fondamentali, siete giovani avete una mente fresca e ora è il momento di acquisite tutti i saperi. Lo studio non e un dovere e un obbligo verso voi stessi. Non lo fate per altri ma solo per voi perché sarà il tesoro che potrete poi investire nel vostro futuro”. Il primo ad aprire il dibattito è stato il sindaco Vincenzo Napoli che con il cuore e con senso paterno ha parlato con i tanti giovani presenti, cercando di motivarli per puntare al futuro.

I temi affrontati sono stati tra i più disparati. Senso di responsabilità, studio, futuro, bullismo e cyberbullismo. Lungo il discorso conclusivo del Governatore De Luca che ha ringraziato i presenti, l’assessore Eva Avossa per il lavoro quotidiano svolto, il Prefetto e il Questore presenti a Teatro.

“Voglio fare un discorso di responsabilità – ha dichiarato Vincenzo De Luca – Quest’anno sarà più complesso grazie ai tagli del governo per l’acquisto per i libri scolastici. Se lo scorso anno le tasche del Comune avevano circa 20 milioni euro, oggi ne ha 7milioni di euro. Una scelta sbagliata quando hanno tagliato le provincie hanno tagliato i soldi per la manutenzione degli edifici scolastici danneggiando la scuola italiana. Quest’anno richiederà un ruolo importante dalle istituzioni. Ci avviciniamo a un modo nel quale la competizione sarà spietata. Ci sono migliori di ragazzi laureati che per vivere vanno fuori dall’Italia. Noi siamo chiamati a fare un lavoro enorme di modernizzazione del paese”.

E’ stato duro e sarcastico allo stesso tempo, ha raccontato di esperienze di quando era ancora Sindaco, di quando visitava le scuole e di quello che vedeva nei giovani incontrati nel suo cammino. Ha parlato di un’Italia che deve essere forte e lo può essere, solo se i giovani italiani avranno le motivazioni giuste per restare e creare possibilità. Si è avvicinato ai più giovani affrontano alcuni temi tipici come le droghe, l’alcol e il bullismo.

“La scuola deve essere gioia, allegria. Divertitevi ma sappiate che non c’è nulla di serio che non comporti rigore e sacrificio – ha continuato De Luca – Stiamo facendo un lavoro importante con il progetto Scuola Viva per tenere aperte le scuole nel pomeriggio e nelle serate, per questo la regione investe 25 milioni di euro per tenere aperte 550 scuole dai quartieri a rischio come a Napoli e Caserta dove in un quartiere l’unico punto di aggregazione è la scuola”.

Sul tema bullismo ha preso esempio dalla vicenda vissuta in prima persona dalla giovane Tiziana Cantore, suicida dopo un video divulgato in rete. “Penso al bullismo e un anno fa è morta Tiziana per un video messo in rete. Ragazze, già dalle elementari dovete imparare che oggi qualunque immagine, foto o video messo in rete diventa incancellabile per sempre e vi può rovinare la vita., questa cosa deve diventare un tabù. Non vale la pena di rovinarvi la vita, dovete resistere e dovete avere ironia quando dovesse capitare. Attenti alle tecnologie, non c’è niente di più moderno dell’umanità e dell’umano, guardare negli occhi un essere umano e continuare a leggere negli occhi di un altra persone la sua sofferenza e gioia – ha concluso De Luca – Fatevi una passeggiata. Queste sono i valori permanenti che dobbiamo difendere”.

fonte: http://www.asalerno.it/scuola-al-teatro-augusteo-anche-de-luca-investiti-25-milioni-di-euro-per-i-giovani/

Panno e Gonfalone insieme per San Matteo. Moretti: “Riscopriamo la comunità”

Folla di fedeli alla cerimonia religiosa per l’Alzata del Panno. Subito dopo la benedizione è stata illuminata una scritta sul portone d’ingresso interno del Duomo “W San Matteo”. Esplosi anche i fuochi d’artificio

Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di San Matteo, Patrono di Salerno. Nella serata di ieri una folla di fedeli ha assistito all’Alzata del Panno che apre il mese dedicato al Patrono della nostra città. Gremita la Cripta del Duomo, dove alle 19 è stata celebrata da don Michele Pecoraro, parroco della Cattedrale, la santa messa sulla tomba dell’Apostolo. Alle ore 20, invece, nell’atrio del Duomo, la liturgia della Parola presieduta dall’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Luigi Moretti.

Quest’anno, durante la cerimonia, è stata notata da tutti la presenza del Gonfalone del Comune accanto al simbolo del Patrono. Un segnale di distensione tra i vertici dell’Amministrazione Comunale e la Curia dopo le polemiche degli anni scorsi sul programma della processione di San Matteo. Presenti all’Alzata del Panno il vice sindaco Eva Avossa, il prefetto Salvatore Malfi, il procuratore Corrado Lembo, il questore Pasquale Errico e numerosi esponenti delle forze dell’ordine e politici (come Roberto Celano e Dante Santoro). Moretti ha parlato di unità, comunione, fraternità e solidarietà: “Celebrare il Patrono vuol dire ricoprirci come comunità. La fede, l’accoglienza di Gesù ci porta alla scoperta dell’altro non come avversario, come nemico, ma come fratello. Non possiamo celebrare la fede da soli. Dobbiamo metterci in ascolto del Signore per vivere la fraternità. E dobbiamo farlo tutti: singoli, famiglie, istituzioni, associazioni”. Poi lancia un chiaro messaggio ai fedeli: “La vita, ci dice Gesù, non è una corsa a chi arriva primo, ma un camminare per arrivare tutti. Chi corre e cammina più svelto deve farsi carico di chi cammina più lento. Il vero collante della comunità è la solidarietà”.

Dopo la benedizione don Michele Pecoraro rivela la sorpresa di cui andava parlando da giorni. E così, proprio sul portone d’ingresso interno del duomo, s’illumina una scritta fatta di fiammelle: “W San Matteo”. Subito dopo, dal tetto a fianco al campanile a, parte una ridda di fuochi d’artificio.

IL PROGRAMMA

In vista della processione del 21 settembre, festa del Patrono, anche quest’anno la Statua di San Matteo farà un tour nel quartieri di Salerno. La prima tappa sarà la chiesa del Maria SS. Del Rosario di Mariconda, il 2 settembre, per poi approdare presso Santa Maria a Mare di Mercatello. Il 7 settembre la statua lascerà la zona orientale per trasferirsi a Matierno, nella chiesa Nostra Signora di Lourdes. Nell’ambito degli eventi dedicati al Patrono di Salerno, anche “Matteo: il sapiente scriba del regno”, alias due giornate di studi, il 18 e il 19 settembre, che si terranno in Cattedrale.

Fonte:http://www.salernotoday.it/cronaca/alzata-panno-san-matteo-cerimonia-duomo-salerno-22-agosto-2017.html

Giovi, ritorna la Festa di Santa Maria dei Campi

Tradizione e folklore a Salerno: a Giovi ritorna la Festa di Santa Maria dei Campi con la sacra rappresentazione de “L’Angelo e il Diavolo”

Salerno, sulle colline giovesi ritorna la tradizione e il folklore legato alla Festa di Santa Maria dei Campi.

La festa dei campi è un appuntamento ormai consolidato, voluto dall’omonima Parrocchia, attorno alla quale si stringe l’intera comunità. La processione iniziale e la seguente messa celebrata all’aperto, hanno successivamente lascio spazio alla tradizionale rappresentazione de “l’Angelo e il Diavolo”. Una funzione che mette in scena l’eterna sfida tra l’Angelo e il Diavolo; sfida che viene resa viva da attori che si muovono sulla scena simbolica, proprio come si pensa sia avvenuto centinaia di anni fa. Alcuni sostengono che la festa vada avanti da circa 750 anni; nel corso di essa si può assistere alla benedizione della terra, intrecciata ai racconti popolari di eventi speciali. Eventi riguardanti la Vergine, che sarebbe apparsa ad una pastorella molti anni fa e prodigi straordinari che da allora non mancano.

“E’ una tradizione che viene attesa non solo dai giovesi ma da tutti quelli che sono a conoscenza di tale festa.” sostiene il vicesindaco, Eva Avossa. “Tale occasione è anche un momento di aggregazione, conferma di un’acquisizione di una identità, di una collettività che si identifica in questo rituale. Si riscopre un’orgoglio di appartenenza. E’ una rappresentazione diffusa anche in altri paesi, non solo della Campania, ed in ogni contesto assume una sua specificità. Questa è abbastanza simile alla figurazione che si svolge a Rutino, per quanto concerne le battute scambiate dagli attori. A Giovi, inoltre, è presente la caratteristica di una famiglia che si tramanda il personaggio del “Diavolo”, mentre la bambina o il bambino che interpreta l’Angelo, cambia di anno in anno per ragioni anagrafiche. E’ una manifestazione che va sostenuta e portata avanti nel rispetto delle tradizioni.”

Fonte:https://www.zerottonove.it/giovi-santa-maria-dei-campi/